La narrativa mainstream chiude in ‘bellezza’ il 2025: l’analisi del professor Marini

Fine anno sempre più sorprendente, è proprio il caso di dire. La narrativa mainstream procede al galoppo con i soliti toni apocalittici: guerre, clima e pestilenze. Con alcune, inevitabili variazioni sul tema, per distrarre anche i più attenti dai problemi contingenti. Ne parliamo con il professor Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma ed ex vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica.

Professore, dopo l’Ucraina e Gaza, ora la ‘famiglia nel bosco’?

“E già. Del resto, in attesa di nuovi dissesti idrogeologici, di una guerra nucleare, di un’invasione marziana o di un bell’asteroide in rotta di collisione con la Terra, tutto può servire a distrarre la società civile”.

Diciamo che, tra tutte le ipotesi che ha menzionato, la guerra sembra quella più realistica.

“Crede? Personalmente, non metterei limiti alla straordinaria capacità di manipolazione della realtà che le corporazioni finanziarie transnazionali giudaico-massoniche hanno sempre dimostrato. In fondo, se i media, che di quelle corporazioni sono parte organica, annunciassero che tra 14 mesi, 3 settimane e 1 giorno un asteroide colliderà con il nostro pianeta, chi potrebbe, o vorrebbe, provare il contrario? Pensi che meravigliosa, irripetibile occasione per imporre, a masse travolte dall’isteria, scelte collettive dolorose, magari anche esiziali, e tuttavia…inevitabili. E pensi con quanta soggezione quelle masse, dopo aver sperimentato inenarrabili privazioni, guarderebbero a chi promettesse di salvarle: e chissenefrega se, un giorno, la minaccia si rivelasse del tutto infondata, magari perché frutto di un mero errore di calcolo”.

Mettendo da parte gli asteroidi, la corsa al riarmo resta una priorità, come dimostra il fatto che, tra gli allegati alla legge di Bilancio, emerge un aumento degli investimenti nella Difesa: +10,29 miliardi di euro per missili, caccia, elicotteri, fregate e blindati…

“Saranno anche tanti soldi, ma dov’è la novità? Mi chiederei, semmai, se esiste qualche norma di legge, o qualche disposizione regolamentare, destinata a foraggiare i media e a preparare, così, l’opinione pubblica alla guerra, esattamente come è successo durante il Covid per sostenere la pseudo-campagna vaccinale”.

Se l’industria bellica va a gonfie vele, non si può affermare la stessa cosa per gli altri settori industriali. È crisi nera per l’Automotive, il tessile, la siderurgia. Elkann ha dichiarato: “I clienti non sono pronti per le elettriche, rischiamo il declino irreversibile”.

“Un personaggio del passato amava ripetere che le masse sono abbagliate dalle grandi bugie, più che dalle piccole. E infatti così è: dal Covid al Green Deal le grandi menzogne funzionano sempre, anche se talvolta – come per la macro-fola delle auto elettriche – corrono il rischio di incepparsi”.

Chiudiamo con un riferimento alla realtà italiana. Gli esperti rivelano che la stagione influenzale è ripartita alla grande. La questione delle liste d’attesa è ancora irrisolta, circa il 10% degli Italiani rinuncia alle cure; tuttavia, AIFA ed EMA hanno autorizzato ben 11 vaccini antinfluenzali per scongiurare il peggio. “Andrà tutto bene”?

“Lo chieda alla ‘famiglia nel bosco’, la cui colpa principale, al di là degli onanismi sull’efficacia dell’istruzione parentale, è quella di aver ricordato a sessanta milioni di Italiani che la nozione di progresso è, quanto meno, opinabile. E capisce bene che nessun governo, di qualsivoglia colore, e nessuna corporazione che ne tiri le fila, può permettersi di tollerare una cosa del genere”.